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Mi presento

Ciao!
Ripeto quello che ho scritto nella mail che ho inviato ai responsabili del sito.

Saluto con grande soddisfazione la creazione di un sito sulla disprassia.
Ho due figli disrpassici (o disprattici), oltre che disgrafici e dislessici, e lo sono anche io, quindi trovo l'iniziativa di grande utilità.
Detto questo, permettetemi un appunto.
Suggerirei di sostituire la parola "malattia" con "disturbo",
considerato che la disprassia fa parte dei DSA, che non sono
patologie. A meno che la disprassia non sia dovuta ad altri fattori esterni ai DSA.
Uno dei punti più qualificanti della battaglia sulle DSA è proprio quello di affermare che non siamo in presenza di una malttia o di una patologia.
I DSA non si curano, si possono compensare con determinate terapie ed indirizzi, con strumenti compensativi e dispensativi e con molta,
moltissima consapevolezza. Ma bisogna imparare anche ad apprezzarli, proprio in virtù del fatto che tra chi ne era "affetto", come si dice anche nel sito, c'erano personaggi famosi e con quozienti intellettivi
elevati.
Credetemi non ho nessuna intenzione di polemizzare. Quest'appunto del tutto cordiale, vuole essere un contributo al miglioramento del sito e non è affatto questione di lana caprina, perché certe parole in determinati contesti sono determinanti.

Grazie per l'attenzione. Vi seguirò con grande interesse.

Anselmo, orgoglioso di essere un DSA e che sta insegnando ai suoi due bambini ad esserlo sempre.

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